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La scuola > Museo di fisica
"Il Faro illumina i marinai, il Museo illumina gli spiriti"
Così dicevano gli abitanti di Alessandria, orgogliosi di quelle due grandiose opere che fecero della loro città la capitale del mondo ellenistico.
Quando infatti il re Tolomeo I detto "Soter", il salvatore, decise di trasformare la città di Alessandria nel centro del mondo allora conosciuto, chiamò museo il complesso degli edifici culturali che comprendeva anche la grande biblioteca. Museo, luogo delle Muse, dee protettrici delle arti e delle tecniche.
Molti dei più grandi matematici e filosofi dell'antichità, da Euclide ad Eratostene, furono "dipendenti" del museo. Dipendenti, perché il museo non era ancora quello che è per noi: era un luogo di riunione per uomini colti che avevano l'obbligo lavorativo di studiare: un "lavoro intellettuale", che ha dato come prodotto tutti quei teoremi e problemi e dimostrazioni che ancora adesso sono validi e attuali.Il museo non è dunque un arido deposito di oggetti vecchi e rovinati, ma un luogo di conoscenza, anzi IL luogo di conoscenza.
Fu intorno al 1540 che una collezione di oggetti cominciò a essere chiamata Museo, ma era ancora una collezione privata, di un tale Paolo Giovio.La svolta avvenne con l'Illuminismo, quando la cultura perse gradualmente quell'accezione elitaria che fino ad allora l'aveva caratterizzata.
E nel 1742 Wincklemann elabora un resoconto di tutti i musei esistenti in Europa, indice di una crescita della coscienza cittadina verso l'argomento. Coscienza che adesso possediamo anche noi, dopo aver trascorso quasi due anni a fare diventare Museo quella che era solo una collezione di vecchi strumenti.
Non è stato un lavoro facile: all'inizio eravamo completamente impreparati, perché il Museo raccoglie l'insieme di strumenti da laboratorio usati dalla fondazione del nostro Liceo Classico, che risale circa al 1860: ogni singolo strumento ha la sua storia, e noi studenti siamo stati chiamati a scoprirla.
Lo strumento racchiude la sintesi tra scienza e tecnica, e permette, attraverso la sua applicazione di avere con esse un approccio vissuto in prima persona, senza filtri e mediazioni. Ci siamo sentiti i mediatori tra un passato da ritrovare e un futuro da costruire.
Il Museo non ci ha donato un'autorevole certezza, ma un' affascinante ricerca: ci ha permesso di realizzare interessanti itinerari di storia delle scienze grazie alla comparazione con gli strumenti e misurazioni dei nostri giorni.
L'evoluzione della scienza ha aiutato a capire il funzionamento e le leggi della natura rendendo così l'uomo più consapevole. Una consapevolezza che nasce dall'esperienza. E l'esperienza è formata dall'intelletto e dalla materialità.
E la storia del nostro museo è stata questa. Non c'è stata conoscenza senza un adeguato studio teorico, ma non c'è stata comprensione senza la necessaria sperimentazione.
Ed in questa armonia di attività risiede l'importanza, per noi studenti, dell' impegno nel museo. In un' età colma di cambiamenti, infatti, abbiamo risvegliato il nostro interesse. Ci siamo scoperti attivi e necessari in un' esperienza che avrebbe potuto rimanere morta e senza finalità. Noi le abbiamo donato la finalità, un sapere e un metodo che da oggi ci saranno sempre compagni indispensabili: "cu taddu pensa prestu suspira".
© 2008 Liceo Classico Gulli e Pennisi, Acireale
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